Foodini, la prima stampante 3D in cucina

Foodini è la prima stampante 3D per il cibo in commercio. Riproduce il cibo attraverso delle capsule caricate all’interno e composte da ingredienti naturali e garantiti. Più che cucinare – anzi, non cuoce affatto – riproduce la base di alcuni alimenti come per esempio pasta fresca, hamburger, pizza ecc…

Un aspetto importante di questa tecnologia riguarda la quantità, perché con Foodini è possibile produrre porzioni molto abbondanti e in modo seriale. Per questo motivo è utile sia per le famiglie che per la grande ristorazione.

Uno degli obiettivi di Foodini è proprio quello di a quello di consentire a tutti, anche i più pigri, di creare dei cibi sani e naturali. Dopo aver formato il piatto, però, la cottura sarà affidata allo chef: Foodini non è infatti capace di cuocere il cibo che ha creato.

È un elettrodomestico da cucina che può aiutare a preparare un pasto in meno tempo e partendo da zero, come se fosse fatto in casa. Stampando il cibo in 3D vengono utilizzati dei processi tipici della cucina fatta casereccia, rendendo più facile e veloce la preparazione di cibi freschi e sani.

Facciamo l’esempio die ravioli: se ci mettiamo a farli a casa, dobbiamo fare la pasta, lasciarla riposare, stenderla, riempirla, stendere un ulteriore strato, lasciarla riposare. Ecco, con Foodini basta caricare la stampante, e sicuramente sporca meno.

Stessa cosa per pizza, pane, cracker, patatine, salatini, grissini e prodotti simili. Ingredienti freschi e naturali – e sani – per alimenti che di solito compriamo confezionati.

Foodini può essere utile anche per chi vuole preparare dei piatti fantasiosi, dalle forme strane e innovative, e anche a molti ristoranti gourmet che preparano i loro cibi stravaganti in forme complesse per i loro ospiti.

 

Un altro aspetto interessante di Foodini è che ha una connessione wifi e un touchscreen e che è collegato alla comunità Foodini, una piattaforma per i buongustai che condividono ricette e forme da scaricare e provare. La stampante elaborare fino a cinque capsule alimentari alla volta da 4,6 once per volta. Anche se viene usata una sola capsula alla volta, la stampante cambia automaticamente le capsule in caso di bisogno.

 

La stampa 3D di cibo è un argomento controverso, soprattutto in Italia. Però dalla sua Foodini interpreta il concetto in modo per nulla industriale ma in un’ottica naturale e salutare. E soprattutto non ha paura di sfidare i nostri cuochi – o le nostre nonne – neanche sulla pasta fresca o sulla pizza. D’altra parte siamo noi a caricare le capsule.

 

Per quanto riguarda il motivo per utilizzare la stampa 3D per gli alimenti, ancora lo si sta determinando, ma l’obiettivo finale è la possibilità di personalizzare la propria alimentazione in base alle esigenze dietetiche. Potrebbe essere possibile nutrirci anche con attraverso un’app che determina la quantità di vitamine e minerali che sono necessari per trattare o prevenire alcune malattie.

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